Ci pensate? Una batteria composta da tessuti organici che viene impiantata nel corpo del paziente per alimentate il suo pacemaker o la sua pompa per insulina.
Questa è l’idea di alcuni ricercatori della University of Colorado Medical School in Denver, US. Uno di questi è Simon Levinson, che descrive così la sua idea “una delle cose potenzialmente utili che una cellula vivente può fare è pompare ioni attraverso la sua membrana, questo può generare una differenza di potenziale che potrebbe essere sfruttata per creare una biobatteria.
Levinson crede che cellule del rene, che sono particolarmente brave a trasportare ioni, potrebbero essere adatte per produrre delle mini-batterie. Si potrebbe raggiungere questo scopo ammassando insieme un numero molto elevato di strati di cellule per amplificare il voltaggio e la corrente che possono produrre.
Queste biobatterie batterie sarebbero ideali per fornire energia a dispositivi come pacemaker e pompe di insulina.
La coltura cellulare all’interno della batteria potrebbe attingere ossigeno e nutrienti dal flusso sanguigno della persona che la ospita. E se i singoli strati sono fatti di linee cellulari immortalizzate, la biobatteria potrebbe vivere a lungo quanto l’organismo che la ospita.
Il problema maggiore è produrre delle biobatterie di un voltaggio sufficiente ad alimentare dispositivi medici, ma i ricercatori sono al lavoro per risolvere anche questo problema.
Su questa invenzione è stato applicato un brevetto.
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