Memoria ottica. Presto una realtà?
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I computer ottici sembrano avvicinarsi sempre più alla realtà, man mano che diversi gruppi di ricerca effettuano scoperte sui componenti necessari.
Una delle sfide più difficili per gli scienziati che mirano a realizzare un computer completamente ottico è la memoria. Anche se molti componenti sono capaci di mantenere una carica elettrica al fine di memorizzare un’informazione, la luce non è così facile da lavorare. Un team capeggiato da ricercatori della Duke University sembra aver trovato il mezzo per sopperire a questa problematica. Il gruppo sostiene che un fenomeno chiamato “Diffusione stimolata di Brillouin” (PDF) può essere utilizzata per imprimere dati in una fibra ottica. Piuttosto che come una funzione della luce stessa, l’informazione viene memorizzata come vibrazione acustica generata da raggi laser opposti che passano attraverso la fibra. Queste vibrazioni sono note come fononi.
I fasci di luce utilizzati per creare i fononi devono essere di diverse lunghezze d’onda per poter interagire tra loro e memorizzare i dati. Una volta che l’informazione è stata creata un terzo laser può essere utilizzato per “leggere” le vibrazioni e convertire nuovamente l’informazione in luce.
Nonostante questi fononi durino solamente 12 miliardesimi di secondo, i tassi di trasferimento ottici sarebbero molto più veloci, permettendo a tale tecnologia di funzionare come mezzo di memorizzazione a breve termine. Il gruppo di ricerca suggerisce l’esistenza di altri materiali che potrebbero trattenere i fononi più a lungo ed essere quindi adatti per una memorizzazione a lungo termine.
Il processo funziona a temperatura ambiente e a frequenze comunemente usate nelle telecomunicazioni ottiche. Uno svantaggio è che gli impulsi laser utilizzati per generare e leggere i dati richiedono all’incirca 100 watt di potenza, troppi per l’uso in un computer.
“Spero che altri scienziati nel mondo possano ricavare nuove idee dal nostro lavoro” dice Daniel Gauthier, professore di fisica alla Duke university.