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Cani che usano il computer

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cani che usano computers

Pensate che possa essere difficile insegnare ad un cane come usare un computer? Probabilmente si, però considerate anche che quel cane è stato addestrato per fiutare un cellulare e capire qual’è il suo padrone, quindi alla fine non è completamente inconcepibile la possibilità che possa imparare ad usare un computer.

In un recente studio pubblicato su Animal Cognition, dei ricercatori dell’Università di Vienna, insegnano a quattro cani ad effettuare dei test di classificazione mediante dei computer touch screen, eliminando in questo modo qualsiasi potenziale influenza umana.
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Eve, la prof di matematica… virtuale

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Eve l’insegnante di matematica virtuale

Gli esperti informatici della neozelandese Massey University hanno creato Eve, un sistema di insegnamento affettivo, in pratica una insegnante virtuale, ma che a differenza dei soliti programmi di insegnamento può adattare se sue riposte e comportamenti allo stato emozionale dello studente che sta interagendo con lei.


I ricercatori sostengono che il loro sistema di insegnamento chiamato “Easy with Eve” (facile con Eve), “è il primo di questo tipo”, e aggiungono che “volevano creare un’insegnante virtuale che fosse capace di leggere e capire le espressioni ed i gesti degli studenti per poterne catturare e tenere l’attenzione”.

Per il momento Eve insegna matematica, ma questo sistema può essere adattato a numerose altre situazioni.

Il segreto per coltivare piccoli geni

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Scientific American ha un interessantissimo articolo su come crescere ragazzi intelligenti.

30 anni di studi scientifici hanno dimostrato che ripetere troppo spesso ad un ragazzo che è intelligente lo portano ad essere vulnerabile al fallimento e timoroso nell’intraprendere nuove sfide.

In particolare, attribuire gli scarsi risultati alla mancanza di capacità deprime la motivazione del ragazzo ancora di più della convinzione che la mancanza di impegno sia una colpa. Una teoria che separa come due classi di studenti, gli “incapaci” contro i “geni”, è che questi differenti tipi di studenti non soltanto spiegano i loro fallimenti in modo differente, ma possiedono anche differenti teorie sull’intelligenza.

Gli “incapaci” credono che l’intelligenza sia data in quantità fissa: ognuno ne possiede una certa quantità. Gli errori minano la loro autostima perché attribuiscono gli errori alla mancanza di capacità e loro si sentono incapaci di cambiare questa situazione. I “geni” pensano che l’intelligenza sia variabile e possa essere sviluppata attraverso l’educazione e il lavoro duro. Le sfide sono elettrizzanti piuttosto che spaventose e offrono opportunità di imparare e migliorare.