Il protocollo IPv6 è la versione successiva all’IPv4, uno dei protocolli (insieme al TCP) alla base di Internet. Questo protocollo introduce molte innovazioni e semplificazioni a livello sistemistico ma più che altro amplia enormemente il range di indirizzi IP disponibili.
In questi ultimi anni in cui internet ha avuto una crescita esponenziale s’è più volte parlato di adottare questo nuovo protocollo per risolvere i problemi d’assegnazione di indirizzi IP (v4), infatti questi indirizzi stanno inevitabilmente volgendo al termine. L’IPv6 è sicuramente la soluzione giusta, è in grado di fornire ben 3,4 × 1038 indirizzi IP (ben 280.000.000.000.000.000 indirizzi unici per metro quadro della superficie terreste… impressionante eh?).
Oggi, dopo anni di parole al vento, finalmente inizia a muoversi qualcosa, la ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) sta aggiornando il software di una parte dei suoi server (13 root server per la la precisione) per fornirgli il supporto all’IPv6.
Tony Holmes in un dichiarato ufficiale afferma che: «La comunità degli ISP accoglie questo progresso come una componente del continuo sviluppo pubblico di Internet. IPv6 sarà un elemento fondamentale per il nostro futuro e per il sostegno della crescita, della stabilità e della dinamicità di Internet», sarà la volta buona per il tanto decantato IPv6?!?
Continua la nostra campagna d’informazione sulla recente “scomparsa” di nomi a domino disponibili. Per ulteriori informazioni potete rileggervi il nostro precedente articolo: Avete in mente un dominio? Fate una ricerca Whois e la vostra brillante creazione sparisce!
La registrazione preventiva dei nomi a dominio sembra aver lasciato l’amaro in bocca a Google e si vocifera che intenda prendere serie azioni contro i trasgressori.
Il colosso di Internet, Google, continua la sua battaglia contro il male prendendo una forte posizione contro il cosiddetto “assaggio dei nomi a dominio”.
L’assaggio dei domini è una pratica tramite la quale alcune persone acquistano nomi a dominio attraenti, e poi fanno uso del periodo di diritto di recesso per restituirli dopo un po’ di giorni, solo per ricomprarli di nuovo appena più tardi. Questo può avvenire diverse volte in quanto garantisce guadagni pubblicitari e serve per esaminare l’interesse nei domini. Il processo è ormai largamente automatizzato, e milioni di nomi a dominio giacciono nelle mani di un ristretto gruppo di intraprendenti.
I critici si lamentano che il periodo di recesso, una volta utilizzato per salvaguardare utenti legittimi da errori come l’aver mal digitato il nome a dominio, ora viene impiegato come metodo per abusare dei sistemi online. L’accaparramento del dominio è praticamente gratuito per il compratore, ma rovina le aziende e gli individui che hanno interesse legittimo nei nomi a dominio. Molti si lamentano che questa pratica abusiva tenda a divorarsi tutti i buoni nomi a dominio, cosicchè utenti onesti vengono lasciati con poca scelta.
Nel passato l’unico scopo per l’assaggio dei nomi a dominio era il possibile ritorno economico derivante dalla pubblicità. Google si è ora impegnata nel porre fine a questa situazione. Ha affermato che comincerà ad esaminare i nomi a dominio che vengono ripetutamente restituiti e ricomprati e nel giro di poche settimane il suo programma AdSense escluderà permanentemente questi domini dal ricevere denaro per la pubblicità. Read the rest of this entry »