Il più grande acceleratore lineare nel mondo si trova sotto una asettica costruzione grigia all’univerità di Stanford.

Gli scienziati ai laboratori dell’Acceleratore Lineare di Stanford, o SLAC, hanno vinto tre premi Nobel e stanno proprio ora mettendo insieme le prove scientifiche che c’è più materia che antimateria, facendo collidere positroni ed elettroni.
Il prossimo grande progetto, Sorgente di Luce Coerente di Linac, diventerà operativo il prossimo anno. Il raggio laser privo di raggi X sarà approssimativamente 10 miliardi di volte più potente delle esistenti sorgenti di raggi X e permetterà ai ricercatori di registrare filmati di atomi e molecole durante le reazioni chimiche.
Questo strumento mostruoso di 4′000 tonnellate si trova all’intersezione di due percorsi magnetici curvi, dove rileva e misura particelle elementari rilasciate quando i positroni si scontrano con gli elettroni.
Il Grande Rilevatore può misurare ogni particella prodotta da questa collisione, a parte i neutrini, che possono essere rilevati solo quando rimuovono abbastanza energia dalla reazione tanto che gli scienziati si rendono conto che manca qualcosa.

I computer ottici sembrano avvicinarsi sempre più alla realtà, man mano che diversi gruppi di ricerca effettuano scoperte sui componenti necessari.
Una delle sfide più difficili per gli scienziati che mirano a realizzare un computer completamente ottico è la memoria. Anche se molti componenti sono capaci di mantenere una carica elettrica al fine di memorizzare un’informazione, la luce non è così facile da lavorare. Un team capeggiato da ricercatori della Duke University sembra aver trovato il mezzo per sopperire a questa problematica. Il gruppo sostiene che un fenomeno chiamato “Diffusione stimolata di Brillouin” (PDF) può essere utilizzata per imprimere dati in una fibra ottica. Piuttosto che come una funzione della luce stessa, l’informazione viene memorizzata come vibrazione acustica generata da raggi laser opposti che passano attraverso la fibra. Queste vibrazioni sono note come fononi.
I fasci di luce utilizzati per creare i fononi devono essere di diverse lunghezze d’onda per poter interagire tra loro e memorizzare i dati. Una volta che l’informazione è stata creata un terzo laser può essere utilizzato per “leggere” le vibrazioni e convertire nuovamente l’informazione in luce.
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Questa settimana Boeing, il colosso statunitense costruttore di aerei, ha completato e presentato un laser chimico di circa 5500 Kg capace di friggere e distruggere il nemico a distanza senza o con relativamente pochi danni collaterali.
Montato su un C-130H, l‘Advanced Tactical Laser (ATL, questo il nome del dispositivo) è indicato per missioni sul capo di battaglia ma anche in zone urbane.
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